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View on mapVillaggio Romano Pantano - Le Gore
Il sito è posto al margine orientale della Valdichiana, pianura attraversata in antico dal fiume Clanis. Il fiume, secondo la testimonianza di Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, III, 53-55) in età romana era navigabile e confluiva nel Tevere (Strabone, Geographia, V, 3, 7; Silio Italico, De Bello Punico, VIII, 451-452; Tacito, Annales, I, 79) permettendo l'arrivo dei prodotti chianini a Roma. Ancora nel periodo tardo-antico la pianura doveva essere complessivamente fertile, ad eccezione di alcune zone paludose. L'impaludamento della valle iniziò probabilmente in età altomedievale (IX secolo ?) a causa dell'abbandono e della scarsa manutenzione del territorio.

La Valdichiana in antico era attraversata dalla via Cassia il cui impianto, nel tratto fra Clusium (Chiusi) e Florentia (Firenze) fu realizzato nel 123 d. C. dall'imperatore Adriano ed è perciò noto come Cassia Adrianea. Tracciati minori, che ricalcavano probabilmente percorsi viari più antichi, si distaccavano dalla via principale e portavano verso Arretium (Arezzo) e Saena Iulia (Siena).

L’interesse per il sito di Pantani-Le Gore nasce dalla possibile identificazione con la statio Manliana, stazione di posta romana collocata dalla Tabula Peutingeriana (carta stradale romana, redatta probabilmente nel III secolo d. C. e pervenutaci in copia di età medievale) lungo una diramazione della Cassia Adrianea che si distaccava dal tracciato principale dopo Clusium, all’altezza di Ad Novas (Acquaviva di Montepulciano) e conduceva attraverso Manliana, ad Mensulas (pieve di Sinalunga, dove tuttora esiste la pieve di S. Pietro a Mensola) e Umbro Flumen (attraversamento dell’Ombrone) a Saena Iulia. Tale percorso è ricordato anche in altri due itinerari: Ravennatis Anonimi Cosmographia (36.13-25) e Guidonis Geographica (51.5-7).

Il computo delle miglia indicate dalla Tabula Peutingeriana (IX miglia tra Chiusi e Ad Novas e quindi VIII per Manliana) porterebbe a collocare la statio nei pressi di Torrita di Siena. L'antico toponimo sembra conservato nel Poggio a Magliano, posto immediatamente a sud-ovest del sito.

Infine in località Pantani viene collocata la prima chiesa di Torrita, la ecclesia Sanctorum Iuliani et Costantii, nota da un giudicato del 715 (L. Schiaparelli, Codice Diplomatico Longobardo, Roma 1929-1933, p.72; A. Maroni, Prime comunità cristiane e strade romane nei territori di Arezzo-Siena-Chiusi, Siena 1973, p.27), i cui resti erano ancora visibili nel 1766 (G. A. Pecci, Memorie storiche politiche, civili e naturali delle Città Terre e Castella che sono state suddite della città di Siena, Siena 1766, p. 410, Archivio di stato di Siena).

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