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STORIA DI PAOLINA, testo originale di Manuela D’Angelo

San Casciano dei Bagni - Sabato 24 novembre ore 21:00 al Teatro dei Georgofili


con Barbara Mautino


Questa è la storia della vita di Paolina Leopardi, narrata con ironia, ma anche con un’invidiabile forza dalla stessa voce della protagonista, attraverso il carteggio con il fratello Giacomo e con la soprano Marianna Brighenti. Le convenzioni del tempo, i suoi obblighi di famiglia, la condizione di “zitella”, le regole ferree della nobiltà cui apparteneva, il senso del decoro: queste erano le sbarre della gabbia di Paolina. La condizione femminile sembra aver fatto passi da gigante da allora, ma a ben guardare è più viva che mai, oggi che le donne, dopo aver battuto tanto per affermare i propri diritti e il proprio valore, sembrano ancora avere una strada irta e difficoltosa.


Una bizzarra signora aspetta il treno alla stazione. Si vede che ha voglia di chiacchierare, proprio come le persone che hanno passato troppo tempo sole. Paolina visse nella prima metà dell’ 800, quando per un a donna era difficile essere considerata un individuo, al di là del ruolo sociale di figlia, moglie o madre. Nel monologo si cerca proprio di evidenziare questo: costretta a vivere in un posto isolato e poco stimolante come Recanati, con dei genitori (la madre soprattutto) che la controllavano continuamente, Paolina era praticamente una reclusa che poteva viaggiare e “vivere” solo con la forza della sua fantasia, attraverso i libri e gli studi. Tuttavia mantenne la propria mente e la propria volontà estremamente vive. Ad esempio: non accetta di sposare l’uomo che ama ma che la vuole solo per il suo titolo di contessa, con dannandosi così allo zitellaggio perenne e negandosi la via d’uscita da una famiglia opprimente come la sua attraverso il matrimonio; grande divoratrice di libri, si mette a tradurre le cose che le piacciono di più e le inserisce nel giornale che redige col padre, diventando di fatto una giornalista; fa da copista del fratello; mantiene una corrispondenza con la cantante lirica Marianna Brighenti che diventa così sua amica e che riesce ad incontrare solo dopo 40 anni, vivendo attraverso le sue lettere un po’ di quel mondo che non conosce. A 56 anni resta sola, muoiono tutti i suoi cari e lei è libera: prende a viaggiare, si concede vestiti eleganti, è ancora capace di profittare della propria nuova  libertà”.


Insomma, è la storia di una donna che subisce non per paura o per debolezza ma per senso del dovere verso la famiglia, senza però rinunciare ai suoi sogni. Anzi, li rende realtà alla fine dell’ esistenza. Il nostro proposito è rendere la forza di Paolina, ma anche la sua leggerezza, l’ironia che caratterizzava  la sua scrittura, l’atipicità del suo comportamento rispetto ad altre donne del suo tempo. In una parola, la sua unicità, che ci ha  conquistato ed affascinato e che speriamo  faccia altrettanto con il pubblico che vorrà conoscere da vicino la sua storia.
 



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