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Lucignano d'Arbia

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Lucignano d'Arbia


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Agli inizi del 1000, i Conti Guiglieschi esercitavano il controllo sul poggio di Lucignano oltre ad essere proprietari di una vasta area della Val d’Arbia comprendente i Castelli di Bibbiano e Castelnuovo Tancredi. Questi nobili però, entrarono ben presto in conflitto con il Comune di Siena per la loro volontà di costruire sul poggio un castello .

 

Nel 1186 Guitto Guiglieschi cominciò, nonostante i contrasti con la città, a far edificare una fortezza a Lucignano, scatenando l’ira del Vescovo di Siena che, con la Pieve ed i suoi beni, deteneva cieca un terzo delle proprietà locali. 


Anche il Comune di Siena, forte di un privilegio del Barbarossa datato 29 Novembre 1153, che vietava la costruzione di castelli nei dintorni della città per un raggio minimo di dodici miglia da essa, si appellò  alla Regia Camera.


Il 22 Ottobre 1186, tale Idone, Giudice Regio, sentenziò che i Conti Guillieschi non avevano alcun diritto a costruire la fortezza, in quanto un terzo del poggio spettava al Vescovo e inoltre, si riteneva ancora vigente la disposizione emanata dal Barbarossa nel 1153. 


Tre giorni dopo, la sentenza venne ratificata da Enrico VI, figlio dell'Imperatore Federigo. Nell'editto imperiale si ordinava la demolizione completa di quanto già costruito.


In realtà i Conti Guillieschi continuarono ugualmente a fortificare Lucignano fino a che, nel 1270 il castello di Lucignano fu definitivamente inserito nel contado senese.


Nel 1409 Lucignano si dotò di un suo proprio "Statuto" di cui ancora se ne conserva una copia all’ Archivio di Stato di Siena Nel 1474, il Concistoro locale ordinò di fare altre mura, indicandone anche le dimensioni " usque ad cannas quinquaginta muri de muris castellanis dicti loci ": gli abitanti avrebbero partecipato con tre lire per ogni " canna ", detraendo tale somma dalle gabelle deI mosto.


Nel 1809 il Comunello di Lucignano venne inglobato in quello di Monteroni. Ancora oggi Lucignano conserva le due porte d’accesso al castello: la Senese e la Romana, ma non solo. 


Il borgo è in gran parte rimasto intatto e sono ancora visibili: parte di una torre di guardia, un pozzo medievale, vari stemmi ed iscrizioni e la magnifica pieve romanica di S. Giovanni, con un campanile a vela davvero particolare.

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