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La musica a tavola: Gioacchino Rossini

Sinalunga - Sabato 6 luglio presso la Struttura Madonna del Rifugio


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Con la presente siamo a segnalarVi una serie di appuntamenti, organizzati dalla cooperativa Tenda di Elia SCS, presso la Struttura Madonna del Rifugio a Sinalunga, incentrati sul tema "La musica a tavola".

Per qualsiasi chiarimento e per effettuare la prenotazione fare riferimento ai numeri inseriti nella locandina allegata. Cordiali saluti.

MADONNA DEL RIFUGIO-SINALUNGA VIA POGGIO BALDINO, 184 53048-SINALUNGA (SI) TEL/FAX: 0577/630552 E-MAIL: info@madonnadelrifugio.it

Sarà un luogo comune citare Gioacchino Rossini come personalità musicale assoluta ed indiscussa da abbinare alla storia della cucina e del gusto, ma non possiamo sottovalutare la sua fama di "gourmet". Il "tournedos alla Rossini" è certamente la ricetta più "comune" ed altisonante che ci ha lasciato questo maestro. È interessante seguire questa realtà rossiniana, esempio delle tante interconnessioni tra il profano e il sacro, l'intelletto e la materia, i desideri e i bisogni, il corpo e lo spirito, intreccio che trova in Rossini una sua unicità ed originalità. Durante tutta la sua vita, da Pesaro a Bologna, Firenze e, infine, Parigi, allora vera capitale della gastronomia, Gioacchino Rossini non fu solo il musicista dalla sterminata bibliografia, bensì un semplice uomo con tanti interessi culturali e politici, ma anche con problemi personali di tipo neurotico. Questa osservazione, secondo alcuni e, in particolare, per l'antropologo Arnaldo Camosci, permette di chiederci "se veramente Gioacchino, a parte il gusto della tavola, fosse, come vuole l'opinione, un gaudente e non uno che, mangiando, riusciva a saturare le sue insoddisfazioni, o più ancora ad ostentare la maschera di un personaggio che voleva entrare in sintonia con l'ambiente. Le sfere giocose e gioiose non erano forse un mezzo per seppellire situazioni personali di sofferenza, di paura, soprattutto di bisogno di protezione?". E ancora: "Il mangiare bene ed abbondante, la compagnia, sono tutte occasioni per sdrammatizzare i suoi dissapori". Camosci suppone, infine, che l'oralità fornisce a Gioacchino "una ricerca saturativa attraverso il cibo per attenuare il languore affettivo". A parte quest'analisi di carattere prettamente psicologico, possiamo limitarci ad osservare un Rossini particolarmente appassionato di cibo, vino, cucina e gastronomia in generale. Si racconta che a sei anni scolava le ampolle di vin santo nelle sacrestie delle chiese di Pesaro, dimostrando già una tendenza a soddisfare il palato! Un altro episodio viene spesso citato: nel 1816, la prima rappresentazione del Barbiere di Siviglia al Teatro Argentina di Roma fu un grande insuccesso per malevolezze ed invidie del mondo musicale. Le repliche furono, invece, molto applaudite. Comunicando l'accaduto al suo grande amore, la cantante Isabella Angelica Colbran, tenne a precisare: "…ma ciò che mi interessa ben altrimenti che la musica, cara Angela, è la scoperta che ho fatto di una nuova insalata, della quale mi affretto ad inviarti la ricetta…"

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