L'eresia del mito. Esposizione di Gianluca Sità, tra suggestione e tradizione
Sarteano - Da lunedi 8 maggio a lunedì 20 luglio al Museo Civico Archeologico![]()
L'eresia del mito. Esposizione di Gianluca Sità tra suggestione e tradizione Inaugurata venerdì 8 maggio, prosegue presso il Museo Civico Archeologico la suggestiva mostra di dipinti di Gianluca Sità, giovane e promettente pittore di origine calabrese che si è fatto conoscere nell'ambito dell'arte moderna con alcune esposizioni a Roma.
A distanza di quasi tre anni dalle "Suggestioni d'Antico" di Ivan Theimer e dopo l'eccezionale mostra "Dialoghi etruschi" del compianto maestro Mitoraj, i locali cinquecenteschi dello spazio espositivo tornano a ospitare una mostra particolare, giocata sui contrasti tra la visione artistica contemporanea e quella del mondo etrusco.
Dopo le grandi personalità, apprezzate dalla critica di tutto il mondo, si è deciso, dunque, di lasciare spazio ai giovani talenti. Si inaugura questa sfida con una personale di questo pittore calabrese che rimarrà aperta fino al 20 luglio. Per oltre due mesi, la sua gotica e decadente visione del classico si fonderà con le vestigia di una civiltà antica, e accompagnerà il visitatore in un viaggio ricco di emozioni.
"Con questa iniziativa – commenta il sindaco Francesco Landi – il Comune di Sarteano vuole arricchire l'offerta culturale per i cittadini, i visitatori e gli affezionati, nella convinzione che l'arte e l'educazione al 'bello' siano irrinunciabili componenti per uscire dalla crisi che ci attanaglia ormai da troppi anni".
L'operazione ha ancora più valore, se la si pensa come opportunità per un giovane pittore. Gianluca Sità nasce a Mammola, in provincia di Reggio Calabria, nel 1979. Trasferitosi giovanissimo a Roma per frequentare l'Accademia di Belle Arti, è stato allievo di Antonio D'Acchille prima e Giuseppe Modica poi.
La pittura di Gianluca Sità è facilmente riconoscibile per quell'impronta surreale e onirica, impreziosita da un velo di adamantina nostalgia. La malinconia è rafforzata da un uso del colore, spesso cupo, mai aggrumato e perfettamente steso, quasi come se la pennellata stessa fosse atta a disvelare la struttura chimica delle cromie utilizzate, infondendo loro, invece, un respiro vitale oltre ad un'atmosfera senza tempo e senza spazio. Sità si preannuncia come la "scoperta" della primavera sarteanese, in un contesto suggestivo.
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